Ugo di 9 anni alza il telefono e contatta la mia Agenzia piangendo a bassa voce

Ugo di 9 anni alza il telefono e contatta la mia Agenzia piangendo a bassa voce

92401998_655054548624559_5558919155521945600_n

Ugo di 9 anni alza il telefono e contatta la mia Agenzia Investigativa piangendo a bassa voce: “Pronto, Magnum Investigazioni? Ho bisogno di voi…”

In tanti anni di attività investigativa ho vissuto innumerevoli esperienze e assistito alle situazioni più disparate. Tuttavia, la situazione che in assoluto ha colpito di più me e che tutti i colleghi ricordano con una nota di nostalgia ha come protagonista il più giovane cliente che si sia mai rivolto a noi.
Un tiepido giorno primaverile di qualche anno fa, a circa metà mattinata, il nostro ufficio ricevette una telefonata diversa dalle solite.
Dall'altra parte della cornetta c'era una voce rotta dal pianto, come spesso capita a chi si rivolge a noi, anche se questa volta si trattava di una situazione diversa, completamente nuova, che nessuno di noi si aspettava di affrontare. A chiamare, infatti, era stato un bambino di 9 anni, di nome Ugo.
Prima ancora di ascoltare la sua storia, tutti in ufficio si chiesero cosa potesse mai aver spinto un bambino di soli 9 anni a rivolgersi a un'agenzia investigativa, ma non ci volle molto per scoprirlo. Con la voce spezzata e cercando di trattenersi, Ugo spiegò che aveva trovato il numero dell'agenzia sul web e che aveva deciso di chiamare perché la sera precedente il suo cagnolino, uno schnauzer maschio di 2 anni di nome Barù, era scappato e si era perso in seguito all'uscita serale.
Ovviamente, Ugo aveva cercato immediatamente di trovarlo, insieme ai suoi genitori, ma senza successo. Avevano perlustrato non solo il proprio quartiere ma anche quelli nelle immediate vicinanze, cercando soprattutto nei luoghi in cui erano soliti portare Barù durante le loro passeggiate, nella speranza di trovarlo in uno di essi. Si erano arresi solo a tarda notte, a causa del freddo e della poca sicurezza causata dalla totale assenza di persone per strada, ma avevano comunque atteso e sperato con tutto il cuore il ritorno del loro piccolo amico, senza tuttavia che ciò accadesse.
Quel racconto mi colpì profondamente. Dalla voce di Ugo percepii tutto il dolore che stava provando in quel momento, compresi immediatamente il senso di solitudine che quella situazione aveva creato in lui. Provai a immaginare come mi sarei sentito se a nove anni avessi perso un amico, una parte integrante della famiglia, e non fossi riuscito a recuperarlo nonostante gli enormi sforzi.
Nonostante avessi provato, non riuscii a immaginare la sensazione che doveva aver provato Ugo, e forse fu proprio questo che mi spinse a mettermi immediatamente in azione per lui.
Misi a disposizione di quel bambino tutti i mezzi di cui disponevo. Nell'arco di 2 ore, i miei uomini perlustrarono l’intera città e con i nostri droni riuscii a raggiungere anche i luoghi più isolati, ottenendo delle immagini ad altissima risoluzione delle diverse aree. Impegnai praticamente tutto il resto della giornata per cercare quel cagnolino, e chiesti allo staff della centrale operativa di perlustrare i segnali di tutte le telecamere di cui disponiamo per cercare un beagle solitario.
Ci provai con tutte le mie energie, movimentai l'intera Azienda con il solo scopo di riportare quel cane dal suo padroncino. Spesi altri due giorni in quella missione, convinto di poter riuscire nell'intento. Misi in atto tutte le mie conoscenze, proprio come se stessi fronteggiando un caso di grande portata.
Purtroppo, non tutte le indagini vanno a buon fine, e quella richiesta da Ugo ricade proprio in questa categoria. Per me fu una delusione molto grande, ma compresi che ogni sforzo aggiuntivo non mi avrebbe portato al risultato sperato, dunque conclusi l'indagine.
Nonostante ciò, non avevo il coraggio di dare la brutta notizia al ragazzo, e cercai di trovare un modo per colmare - almeno in parte - il suo senso di solitudine.
Decisi allora di recarmi nel mio negozio di animali di fiducia, comprai uno Schnauzer maschio esattamente identico a Barù e fissai un appuntamento con Ugo e i genitori per portargli il cagnolino.
Non dimenticherò mai il bagliore nei suoi occhi quando mi vide arrivare con quel fagottino tra le braccia. Ricordo bene che sorrise, si emozionò e coccolò per tutto il tempo il suo nuovo amico. Anche i genitori mi ringraziarono per aver reso nuovamente felice il bambino, anche se in modo inatteso.
Ecco, questa è senza dubbio tra le esperienze più coinvolgenti, difficili ed emozionanti che io abbia mai vissuto nella mia intera carriera. La richiesta di Ugo non ha sicuramente arricchito il mio profilo professionale, ma senza dubbio ha reso me ed i miei collaboratori delle persone migliori.

MAGNUM Investigazioni 

© Copyright 2020