Quando i soldi rischiano di rovinare i rapporti. La storia di due Amici che diventano Soci.

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Dodici anni fa, sono entrato in società con Tommaso, un mio caro amico, aprendo una palestra di fitness, nella quale lui faceva il personal trainer insieme ad altri due collaboratori, mentre io mi occupavo della parte contabile.

Tutto bene, nei limiti della crisi degli ultimi tempi, in seguito alla quale, fortunatamente, non abbiamo avuto perdite significative... fino a qualche mese fa, quando i conti dell'azienda iniziavano a non tornare più: sin da subito mi ero accorto della sparizione di contanti.

In poche settimane è risultato un ammanco di diecimila euro, ma non era certo un errore di conteggio, perché avevo verificato più volte in tutti i modi possibili. Avevo il sospetto che fosse stato il mio socio, con il quale avevo un bellissimo rapporto da tempi immemori.

Ero deciso ad affrontarlo e sono stato sul punto di sbattergli in faccia quello che pensavo al riguardo, ma... se non fosse corrisposto al vero? Vedevo che non stava passando un buon periodo: aveva l'aria stanca e sembrava sempre preoccupato... Lui non ne parlava mai ed io non volevo infierire.

Tuttavia, non potevo rovinare un'amicizia per questioni economiche e, deciso a scoprire la verità, ho contattato un investigatore privato. Grazie alle sue capacità di indagine, non è stato difficile confermare quanto sospettavo: era proprio Tommaso, la persona della quale mi ero fidato ciecamente, ad aver sottratto i soldi dalla cassa, giorno per giorno!

Fingendosi un nuovo cliente, l'investigatore ha registrato le sue manovre e l'ha seguito anche dopo il lavoro. Dopo qualche sera ho fatto un'altra amara scoperta: il denaro stava finendo nelle mani di uno strozzino, a causa di alcuni debiti di gioco che Tommaso aveva cumulato.
Non avrei immaginato che sarebbe arrivato a tanto, ma neanche quanto fosse profonda la sua sofferenza... Così, ad investigazione conclusa, ho deciso di parlargli apertamente: dopo qualche resistenza, ha dovuto ammettere quanto era accaduto. Le prove raccolte erano schiaccianti e si è arreso all'evidenza.

Contattare un'agenzia investigativa è stato cruciale per risolvere la situazione: ho aiutato il mio amico a sanare il suo debito e l'ho indirizzato verso uno psicoterapeuta, per aiutarlo a guarire dalla ludopatia. L'ho perdonato e, tra qualche tempo, tornerà al lavoro perché non mi va di lasciarlo in balia del mondo. Fidarmi? Chissà: dicono che il tempo guarisca tutte le ferite...

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