La storia di due fratelli durante la Pandemia Covid-19

La storia di due fratelli durante la pandemia covid-19

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Mi fidavo di Federico. Dopotutto era mio fratello. Potevo dopo vent’anni mettere tutto in discussione? La risposta arrivò quando vidi i suoi occhi evitare per l’ennesima volta i miei. Non potevo fare altro che osservare, da alcuni mesi era andato a vivere da solo ed era finito per essere ancora più sfuggente. Cominciai dal suo social -io sono una incapace s’intende- ma diventai in quei giorni quasi una stalker tra i suoi contatti. Mi sentivo ancora impotente mentre il coronavirus cominciava a preoccupare tutta la popolazione. Rientrava spesso ancora troppo tardi, non gli importava di ‘evitare gli assembramenti’ anzi, sdrammatizzava con un ‘Va tutto bene’. Il giorno dopo, il caso mi portò davanti ad un annuncio dell’Agenzia d’investigazione Magnum mentre scorrevo la pagina di Facebook. La situazione in Italia cominciava a diventare ingestibile e mentre si vociferava di un blocco totale della nazione, io cercavo di capire cosa combinasse mio fratello. Volevo proteggerlo e non solo dal virus.

Qualche giorno prima del blocco ufficiale dell’Italia, scoprii la verità. Uscii da casa, per incontrare i responsabili dell’Agenzia mentre continuavo a chiamare Federico, che quella notte non mi aveva risposto, né mandato un messaggio. Il suo telefono squillava a vuoto. Non ero consapevole di ciò che avrei visto, mi fidavo di loro. Mi mostrarono una presa diretta di ciò che mio fratello faceva, data e ora erano della sera prima. Le immagini chiare e nitide sembravano quelle di un film, peccato che il protagonista non fosse un attore famoso. Il video cominciò con un’immagine dall’alto da un capannone abbandonato; passò al suo arrivo alla conversazione con uomini che non conoscevo. L’immagine che seguì mi fece gelare il sangue: Federico ritirò un pacchetto da uno degli uomini e veloce andava via. O almeno ci provò, perché in quell’istante mio fratello sì ritrovò circondato da pattuglie dei carabinieri. L’investigatore con i droni aveva dato una giusta segnalazione alle forze dell’ordine che li avevano fermati. Ero spaventata ma forse, potevo ancora ritrovare mio fratello.

Sono passati sette giorni da quella notte. Mio fratello fu portato in Caserma insieme agli altri; l’investigatore gli è stato vicino fornendo maggiori dettagli al Maresciallo che, credendo nella buona fede di Federico ed alle prove investigative dell’Agenzia, lo lasciò andare dopo una bella ramanzina. Ora siamo in quarantena insieme, isolati ma felici. Grazie all’indagine ci siamo risvegliati da quell’incubo, ed ho ritrovato lui con i suoi occhi pronti a guardarmi.

MAGNUM Investigazioni

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